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alto tavoliere e sviluppo locale

ALTO TAVOLIERE E SVILUPPO LOCALE

Nota di Giovanni Cera 

 

La Crisi economica e sociale che sta attraversando il paese è senza precedenti e mette a repentaglio i livelli sviluppo e di benessere raggiunti dalle nostre comunità.

Ciò è tanto più vero in un’area territoriale come l’Alto Tavoliere dove la crisi sta mietendo imprese e  settori una volta fiore all’occhiello dell’intera provincia.

La crisi si sa colpisce in primis le imprese e poi a ruota il circuito è stato aggravato dalla ristrettezza delle finanze pubbliche che stanno drasticamente riducendo servizi essenziali:

trasporti,scuola e sanità.

La  nostra comunità come risponde alla crisi?  Finora male, acuendo le contraddizioni politiche, radicalizzando lo scontro personale, frantumando quel poco di coesione sociale ed

Istituzionale che è l’unica strada possibile per riprendere il cammino dello sviluppo.

In economia si sa non contano solo i numeri ma anche la fiducia, degli operatori, dei lavoratori delle forze sociali e culturali.

Fiducia che si esplica attraverso la costruzione di progetti comuni del territorio, reti di collaborazione istituzionali e sociale, insomma, come si dice adesso, una governance condivisa,

che metta assieme comuni, organizzazioni, risorse territoriale e opportunità finanziarie limitate ma che comunque ci sono.

E quello che ci chiedono di fare le istituzioni europee, i governi nazionali e regionali.

Tocca a noi nel territorio essere capaci di non frantumarci, raccogliere la sfida e lavorare in questa direzione. Purtroppo non sempre avviene, la competizione verso l’interno, la lotta

dei campanili, la concorrenza tra società di consulenza che a volte tentano di sostituire la decisione politica, sempre per limiti di autorevolezza e preparazione, sono pochi gli  ammini

stratori che si studiano le carte, determinano la perdita di opportunità ed espongono maggiormente le comunità agli effetti devastanti della crisi.

Nell’alto tavoliere il tentativo di coesione conosce alti e bassi è a seconda delle occasioni si rivela produttivo di fatti positivi e di  fallimenti.

Positiva è stata l'elaborazione  del primo piano sociale di zona e del gal daunia rurale, meno la programmazione di area vasta, l’attuale programmazione del piano sociale ed incerta

appare l’attuale approccio alla programmazione comunitario.

E’ sicuramente cambiato il clima politico, diverse le responsabilità istituzionali, non sempre disponibili  all’impegno faticoso di studiare e lavorare per i cittadini, soprattutto è cambiato

Il  grado di coesione politico e sociale. Si  ha difficoltà a mettere insieme i sindaci e gli amministratori, la diffidenza sostituisce la collaborazione e lo stesso partenariato sociale ed

Economico escluso dai processi che contano.

Un segnale preoccupante lo stiamo avendo nel  caso della programmazione dei Sac ( sistema ambiente e cultura), dove si sta assistendo ad una fuga verso il nulla.

Anche se c’è tempo per recuperare e colgo l’occasione per fare un appello al buon senso: non frantumiamo l’alto tavoliere sarebbe un vulnus per tutti.

L’alto tavoliere è uno scrigno di risorse territoriali e culturali, ha una cultura d’impresa radicata nella storia economica del mezzogiorno, competenze e sapere politico anche di giovani

che possono lavorare ad un ricambio della classe dirigente di questa parte del paese. Personalmente , insieme ad altri amici,ho più volte auspicato anche l'opportunità di un'unione 

 di comuni di questa area, che mettesse insieme trasporti,istruzione , servizi socio sanitari, aree infrastrutturali e non è un progetto lungo o eccessivamente ambizioso.

Senza offendere nessuno  ma vediamo le stesse controversie e  facce da trent’anni , senza che il vecchio abbia la  volontà  di aiutare il nuovo a crescere,  non possiamo permetterci di

dividerci sulla progettualità per lo sviluppo locale. Non possiamo schiacciare il nostro futuro sotto il sasso del nostro protagonismo sterile e miope. Stiamo  parlando del futuro dei

nostri figli che giudicheranno il nostro comportamento.

 

Pubblicato il 14/11/2010 alle 9.8 nella rubrica Diario.

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